sabato 27 dicembre 2025

La danza del sale

Dal 15 gennaio al 14 febbraio 2026, BUILDING TERZO PIANO presenta La danza del sale, una mostra personale dell’artista Virginia Zanetti (Fiesole, 1981) a cura di Giulia Bortoluzzi.

L’esposizione riunisce una selezione di opere fotografiche, video e scultoree, che documentano e sviluppano il tema dell’impermanenza e della trasformazione di stato che l’artista ha avviato con l’intervento site-specific e le performance collettive nella salina di Margherita di Savoia (BT). 

Virginia Zanetti, La danza del sale. Bacino dei cristalli, 2023, stampa su carta canyon baryta montata su dibond, 80 x 120 cm.

Zanetti offre una narrazione collettiva nella quale l’ambiente naturale – caratterizzato in questo caso dalla presenza del sale – e il tessuto sociale della comunità, che si esprime nell’attività di raccolta del composto cristallino, convergono in un processo comune di trasformazione.La rappresentazione di questo divenire, nel quale la natura si riappropria della conoscenza e dei prodotti realizzati dall’uomo, emerge in questa mostra dai frammenti di sale riuniti come reperti di un passato che va a scomparire, generati dal deterioramento naturale di sculture cristallizzate, realizzate nell’estate del 2023 sotto la guida del saliniere Raffaele Valerio. 

Questi frammenti derivati dalle opere, originariamente ottenute dal processo di solidificazione del minerale sugli strumenti di lavoro e simboli collettivi della comunità pugliese sono la traccia tangibile dell’impermanenza, non solo della memoria antica che si disperde parallelamente ai tessuti comunitari che la conservano e tramandano, ma anche del desiderio dell’uomo di poter controllare i processi geologici e climatici della Terra. 

In questa assenza di controllo, l’artista agisce per preservare l’impossibile attivando una danza estatica di rinascita. Non solo: nella nuova e inedita fase di analisi di questo processo di evanescenza e conservazione, presentata per la prima volta in esclusiva nella mostra di BUILDING TERZO PIANO, Zanetti sceglie di rispondere alla fragilità con il suo stesso linguaggio utilizzando il vetro per imprimere il calco di oggetti altrimenti dispersi dal passare del tempo.

BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli. BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura. BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente.


BUILDING TERZO PIANO

15.01.2026 – 14.02.2026 

Virginia Zanetti

La danza del sale

a cura di Giulia Bortoluzzi


BUILDING

via Monte di Pietà 23, Milano

martedì - sabato, 10 - 19

+ 39 02 89094995

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sabato 20 dicembre 2025

OBIETTIVO, ARTE POVERA. Un viaggio nell’arte dal 1968

La Galleria Gracis presenta OBIETTIVO, ARTE POVERA. Un viaggio nell’arte dal 1968, una mostrapersonale del fotografo Paolo Mussat Sartor (Torino, 1947) che attraverso i suoi scatti ha raccontato l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70, restituendoci una lettura critica del lavoro degli artisti che va oltre il semplice racconto e si fa testimonianza autentica e vibrante di quell’epoca eroica.

Il titolo dell’esposizione racchiude in sé le parole chiave che sono il fil rouge del progetto. L’OBIETTIVO è quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde con il suo sguardo e la sua visione della realtà. I VIAGGI evocano la serie di fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto tra gli anni ’70 e ’90, quando attraversava l’Europa per documentare mostre e artisti.


Alla Galleria Gracis saranno esposte circa 30 immagini di Mussat Sartor che ritraggono i principali protagonisti dell’Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altrettante fotografie della serie dei Viaggi. Ma non solo, le fotografie dialogheranno con le opere degli stessi artisti che lui aveva ritratto, chiudendo il cerchio su quello che è il terzo cardine della mostra, ossia l’ARTE POVERA.

Paolo Mussat Sartor compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino, sua città natale, nel periodo della sua massima attività tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Tucci Russo che lo introduce nell’ambiente.

Andrea Bellini, nel volume “Paolo Mussat Sartor Luoghi d’Arte e di artisti 1968 – 2008”, evidenzia «quanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell’arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosità, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull’opera e il linguaggio degli artisti».

Mussat Sartor non usava il grandangolo, non trasformava, né giudicava ciò che fotografava e forse anche per questo riuscì a stabilire con gli artisti un rapporto fatto di rispetto e intesa, come spiega lui stesso: «Era una fotografia “ragionata”, che cercava di rispecchiare l’idea del lavoro. Ma questo avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre».

È proprio per questo che Galleria Gracis ha deciso di accostare alle sue fotografie dedicate ai protagonisti dell’Arte Povera, quelle dei Viaggi, esposte qui per la prima volta, scattate per lo più con la Minox, una macchinetta tascabile che portava sempre con sé e che gli permetteva di tenersi impegnato nei lunghi viaggi da una parte all’altra dell’Europa, da Amsterdam a Francoforte, passando per Parigi e Basilea, fino a Roma e Bari. Oggetti, situazioni, cambiamenti metereologici, tutto ridotto all’essenziale, tutto ciò che dopo un attento sguardo e riflessione, aveva voluto conservare.

La Galleria Gracis è lieta di dedicare a Paolo Mussat Sartor una seconda mostra personale, dopo il successo di Inattese visioni (2023), esposizione che presentava le sue fotografie arricchite da interventi pittorici, proseguendo così un percorso di valorizzazione e approfondimento del suo linguaggio artistico.


Paolo Mussat Sartor è nato a Torino nel 1947, dove vive e lavora.

Autodidatta, fotografa dal 1966. Nel 1968 inizia a collaborare con Gian Enzo Sperone e conosce e fotografa gli artisti italiani e stranieri che in quegli anni espongono le loro opere nella sua galleria.

Espone e pubblica Ritratti di Artisti e documentazioni di opere in cataloghi d’arte e riviste specializzate di tutto il mondo. Collabora anche con riviste d’arte ed architettura come “Domus”, “Abitare”, “Vogue”, “Casa Vogue”, ed “Ottagono”. Nel 1979, la casa editrice Stampatori gli pubblica il volume Paolo Mussat Sartor Fotografo 1968/1978. Arte e Artisti in Italia, un libro che documenta dieci anni di collaborazione con alcuni artisti italiani contemporanei. Parallelamente, dal 1970, si dedica ad un proprio lavoro di ricerca che si sviluppa attraverso il linguaggio fotografico.

Dal 1985 interviene su stampe fotografiche, da lui appositamente realizzate, con pigmenti colorati e tecniche miste, ricavandone esemplari unici.

Considerato tra i più significativi fotografi d’arte del secondo Novecento, Paolo Mussat Sartor ha contribuito a definire lo sguardo con cui la storia dell’arte contemporanea è stata tramandata. Le sue fotografie continuano a essere esposte in mostre e istituzioni internazionali, come memoria viva e parte integrante di quella stagione straordinaria iniziata negli anni Settanta.



 


Maria Chiara Salvanelli | Press Office & Communication

Maria Chiara Salvanelli | Email mariachiara@salvanelli.it - Cell + 39 3334580190

Maria Grazia Fantini | Email mariagrazia@salvanelli.it - Cell +39 3485444533

lunedì 8 dicembre 2025

Francisco Tropa - Miss America

Banca di Bologna conferma il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea, che dal 2016 ha visto susseguirsi a Palazzo De’ Toschi esposizioni di livello internazionale. Nell’ambito di ART CITY 2026, la Banca presenta Miss America, una mostra dell’artista portoghese Francisco Tropa (Lisbona, 1968) allestita nella Sala Convegni Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi, che resterà aperta con accesso gratuito dal 3 febbraio al 1° marzo 2026. 


Curata da Simone Menegoi, rappresenta la prima personale di Tropa su larga scala in Italia dopo Scenario, il Padiglione Portoghese alla Biennale Arte di Venezia del 2011. La mostra prende il titolo dall’opera principale, Miss America, una creazione inedita che combina installazione e performance. Francisco Tropa è uno degli artisti portoghesi più importanti fra quelli venuti alla ribalta internazionale negli ultimi trent’anni. Ha all’attivo una lunga serie di mostre personali in istituzioni europee, ha preso parte ad alcune fra le maggiori rassegne d’arte periodiche del mondo (Biennale di San Paolo, Biennale di Istanbul, Manifesta, etc), e ha partecipato per due volte alla Biennale di Venezia. Nell’arco di circa tre decenni ha realizzato installazioni, sculture, disegni, performance, fotografie e film, spaziando dalla rarefazione del linguaggio concettuale alla seduzione di materiali tradizionali come bronzo, legno, vetro. Complessa e stratificata, la sua opera è densa di riferimenti alla storia dell’arte, all’archeologia, alla letteratura. Nel suo insieme, si presenta in primo luogo come una riflessione sulla natura di ciò che chiamiamo “arte”: la sua origine, la sua storia, il suo legame con altri ambiti dell’attività umana. Un tratto caratteristico di Tropa è quello di lavorare per cicli di opere che possono prolungarsi per anni e che talvolta si intrecciano fra loro. Fra questi, Giant, in cui le ossa dello scheletro umano, riprodotte in bronzo, sono il materiale di partenza per sculture che riconducono le origini dell’architettura al corpo e alla morte; Scripta, ispirato a un gioco da tavolo dell’antica Roma e basato sull’affinità fra attività estetica e attività ludica; Lanterne, proiezioni luminose in cui, come nell’allegoria della caverna di Platone, oggetti quotidiani danno vita a fantasmagorie di luci e ombre in movimento.Proprio una delle lanterne, le opere che hanno fatto conoscere Tropa al pubblico italiano nella Biennale di Venezia del 2011, introduce la mostra. Si tratta di Lantern with clock mechanism (2025), in cui l’ombra proiettata in grandi dimensioni è quella di un meccanismo a orologeria in funzione. Come sempre nelle opere del ciclo, il proiettore non è un semplice oggetto tecnico: disegnato dall’artista e realizzato in ottone, è una vera e propria scultura.Se la mostra si apre all’insegna dell’ombra, si chiude con una nube di vapore. Fumeux fume (2018-2025) è un affumicatore del genere di quelli usati in apicoltura che, grazie a un congegno temporizzato, emette sbuffi di vapore a intervalli regolari.Il tempo che scorre, il vapore che si dissolve, sono figure della transitorietà. Come tali, rimandano a un genere pittorico del XVII secolo molto caro all’artista: la vanitas, natura morta i cui elementi rammentano allo spettatore la caducità di tutte le cose. Fra gli estremi costituiti da queste due opere lo spettatore incontrerà Miss America, una nuova produzione che occuperà quasi per intero il Salone e che costituisce per Tropa l’avvio di un nuovo ciclo di lavori. Il contenuto preciso dell’opera sarà rivelato solo all’apertura della mostra. Ciò che l’artista desidera condividere fin d’ora, è che la nuova creazione combinerà installazione e performance; che sarà allestita e disallestita ciclicamente sotto gli occhi degli spettatori; che includerà un testo. Quanto al titolo, Miss America, è intenzionalmente ambiguo. Tropa ci rammenta che può essere inteso almeno in due modi: come un ovvio riferimento al rito obsoleto del concorso di bellezza, oppure - se si interpreta “Miss” come voce del verbo “to miss”, “sentire la mancanza” - nel senso di “mi manca, ci manca, l’America”. E il pensiero, allora, corre all’attualità. 


Si ringrazia la galleria Jocelyn Wolff, Parigi.  


Francisco Tropa è nato nel 1968 a Lisbona, dove vive. Oltre ad aver partecipatoperdue volte alla Biennale di Venezia (nel 2003, nella mostra internazionale, e nel 2011, come artistarappresentante ilPortogallo), ha preso parte alla Biennale di Rennes (2012), alla Biennale di Istanbul (2011), a Manifesta (2000), alla Biennale di Melbourne (1999) e a quella di San Paolo (1998). Fra le esposizioni personali dell’ultimo decennio: Paésine, Nouveau Musée National de Monaco (MC), 2024; ⒶMO-TE, Museu Serralves, Porto (PT), 2024; The Lung and the Heart, Musée d’art moderne de Paris, Parigi, 2022; Che Vuoi?, Le Creux de l’Enfer, Thiers (FR), 2022; The Pyrgus from Chaves, Fundaçào Calouste Gulbenkian, Lisbona, 2019; Scripta (performance), Centre National de la Danse, Parigi, 2018; Giant (performance), festival MOVE, Centre Pompidou, Parigi, 2018; TSAE - Trésors Submergés de l’Ancienne Égypte, Musée Régional d’Art Contemporain Languedoc - Roussillon, Sérignan (FR), 2015; TSAE - Tesouros Submersos do Antigo Egipto, Museu de Lisboa, Lisbona, 2014; STAE - Submerged Treasures of Ancient Egypt, La Verrière, Fondation d’Entreprise Hermès, Brussels (BE), 2013.   


INFO 

Francisco Tropa

MISS AMERICA 

A cura di

Simone Menegoi 

Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 

Date 3 febbraio – 1°marzo 2026 

Sede espositiva Palazzo De’ Toschi – Sala Convegni Banca di BolognaPiazza Minghetti 4/D, Bologna

Inaugurazione martedì 3 febbraio, ore 18 – 22 

Orari durante ART CITY Bologna 20264, 5 febbraio, 10 – 20 | 6, 8 febbraio, 10 – 21 | 7 febbraio, 10 – 24 

Orari dopo ART CITY Bologna 2026 sabato e domenica, 11 – 21

Ingresso libero 

CONTATTI Informazioni

Responsabile Marketing e Comunicazione Banca di Bologna

Francesca Caselli | marketing@bancadibologna.it | +39 051 6571111

www.bancadibologna.it  

Ufficio stampa

Sara Zolla | press@sarazolla.com | +39 346 8457982 



Francisco Tropa, Miss America, opera in costruzione (dettaglio)

lunedì 17 novembre 2025

Musei in musica

Il Polo Museale Sapienza (PMS) annuncia la partecipazione all’edizione 2025 di Musei in Musica, in programma sabato 29 novembre 2025 dalle ore 20.00 alle 24.00. L’Ateneo aderirà all’iniziativa con l’apertura gratuita di undici musei universitari, che ospiteranno – oltre a mostre e visite guidate – concerti di musica jazz, blues e classica, a cura di MuSa – Musica Sapienza, coordinati dal Centro Sapienza CREA – Nuovo Teatro Ateneo, e delle band pop e rock Gli Ottavi Inclusi e Salt Street Band.


MuSa - Musica Sapienza è una realtà che da quasi 20 anni unisce docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo accomunati dalla passione di fare musica. Nel tempo, le formazioni MuSa si sono evolute in un articolato sistema musicale che oggi comprende un’orchestra classica, un’orchestra jazz, un gruppo etnico, un grande coro polifonico e un gruppo blues, con circa 60 eventi ogni anno in Italia e all’estero (Cina, Francia, Cuba).

La serata si aprirà alle ore 20.00 presso il Nuovo Teatro Ateneo con il concerto inaugurale dell’Orchestra MuSa Classica, diretta dal Maestro Demetrio Moricca, con musiche di Edward Elgar e Maurice Ravel. Il percorso musicale offrirà uno sguardo sulla raffinatezza della musica europea tra XIX e XX secolo, esplorando due sensibilità europee: da un lato la poetica rarefatta e il gusto per il colore timbrico di Ravel, dall’altro il lirismo cantabile di Edward Elgar.

Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di un video sui Musei Sapienza e verrà presentato al pubblico il nuovo centro Polo Museale - Sapienza Cultura, articolato nelle tre Sezioni Musei, Orto Botanico e Nuovo Teatro Ateneo.

Successivamente, il ricco programma prevede visite guidate, mostre ed esibizioni musicali all’interno dei musei di: Antichità Etrusche e Italiche, Antropologia, Arte Classica, Chimica, Fisica, Geografia, Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC), Origini, Scienze della Terra (MUST), Storia della Medicina e Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo.

Oltre alle collezioni permanenti, fino alle ore 24.00 saranno visitabili anche mostre temporanee di grande richiamo: da “La mummia di Ramses. Il faraone immortale” presso il museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, a “Martin Luther King. Diritto alla libertà” e “Martin Luther King e l’Italia” al museo di Scienze della Terra (MUST), fino ad arrivare a “Jacopa da Cencelle: una storia virtuale di vita e salute femminile nel Medioevo” allestita presso il museo di Storia della Medicina. Le numerose esposizioni affrontano temi che spaziano tra arte, storia e scienza, offrendo un percorso coinvolgente e multidisciplinare adatto a grandi e piccini. Un’occasione unica per vivere la bellezza del patrimonio universitario romano in una serata all’insegna della musica, dell’arte e della condivisione culturale nel cuore dell’Università più grande d’Europa.

L’evento è a ingresso libero, con parcheggio gratuito all'interno della Città universitaria.


Musei in Musica è un'iniziativa promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.


Per tutte le informazioni e le prenotazioni consulta la pagina web del Polo Museale Sapienza

https://polomuseale.web.uniroma1.it/.


INFORMAZIONI UTILI

TITOLO: MUSEI IN MUSICA | POLO MUSEALE SAPIENZA

QUANDO: sabato 29 novembre 2025

ORARI: dalle 20.00 alle 24.00

DOVE: Sapienza Università di Roma – Città universitaria

INGRESSI: Piazzale Aldo Moro, 5

sabato 8 novembre 2025

Quantum Art. Oltre il visibile

Nell'Anno Internazionale della Scienze e delle Tecnologie Quantistiche, proclamato dalle Nazioni Unite per celebrare i 100 anni dalla nascita della meccanica quantistica, i confini tra scienza e arte si dissolvono nella mostra Quantum Art. Oltre il visibile, in programma dall'8 novembre 2025 al 21 marzo 2026 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Un invito a scoprire le leggi nascoste che governano l'universo attraverso la lente dell'arte contemporanea, capace di trasformare teorie complesse in esperienze visive e sensoriali.


L'esposizione è promossa dalla Fondazione Dino Zoli con il patrocinio del Comune di Forlì, della Regione Emilia-Romagna e di Confindustria Romagna e il sostegno di DZ Engineering, Dino Zoli Textile, Anipsia e Dauha (sponsor tecnico). L'inaugurazione si terrà sabato 8 novembre alle ore 18.30.

Curata da Nadia Stefanel, la mostra porta per la prima volta in Italia i video degli artisti Giacomo Costa, Vincenzo Marsiglia e Leonardo Petrucci, presentati in anteprima a Singapore in occasione del Gran Premio di Formula 1, unitamente ai lavori di Giuliana Cunéaz e degli artisti di base a Singapore Ina Conradi & Mark Chavez.

La mostra Quantum Perspective: The Art of Interference - tenutasi dal 1 al 7 ottobre 2025 presso The Arts House di Singapore e inserita nel calendario ufficiale dell'Unesco dedicato all'Anno Internazionale della Scienze e delle Tecnologie Quantistiche e nel programma Grand Prix Season Singapore - viene proposta a Forlì in una versione arricchita e ampliata, che comprende anche alcune opere tridimensionali di Andrea Cereda e Amanda Chiarucci, nonché i progetti degli artisti Camilo Bojaca, Elena Nemkova e Semiconductor, provenienti da Bienno Borgo Artisti 2.0, progetto di residenza ideato da Cinzia Bontempi.

Interferencia di Camilo Bojaca affronta il tema della meccanica quantistica da una prospettiva estetica, realizzando cubi con mine di grafite o fotografie che rappresentano le intersezioni e la molteplicità di realtà che possono coesistere nello stesso tempo e spazio.

CLOUD_States of mind di Andrea Cereda invita l'osservatore ad immergersi nello spazio fluttuante, quasi respirante, dell'installazione e lo stimola ad una riflessione sulla mutevolezza dei pensieri e dei conseguenti stati emotivi, in relazione anche al cloud digitale.

Prima di fiorire di Amanda Chiarucci è un riferimento esplicito agli antichi principi dello Yin e dello Yang, in dialogo con le attuali riflessioni filosofiche della fisica quantistica: forze opposte in realtà complementari ed interdipendenti, in cerca di un equilibrio armonico e dinamico.

Quantum Logos di Ina Conradi & Mark Chavez è una proiezione immersiva che richiama la sovrapposizione ondulatoria attraverso luce e movimento, trasformandosi in una meditazione visiva sull'incertezza e sulla creazione.

Circuit n.1 di Giacomo Costa intreccia la velocità della Formula 1 con l'incertezza quantistica, trasformando la città in un circuito di rivelatori di particelle luminose.

Quantum Quirks di Giuliana Cunéaz, dove le forme in trasformazione incarnano la bellezza dell'incertezza e traducono i paradossi della meccanica quantistica in immagini giocose e coinvolgenti.

Stroboscopic Star di Vincenzo Marsiglia fonde la fisica quantistica con la concentrazione della Formula 1, trasformando probabilità e movimento in geometrie, colori e luci ritmiche, ispirate alla telemetria e alle oscillazioni quantistiche.

My imperfect land -1 di Elena Nemkova unisce nella composizione "terre" e manufatti lontani tra loro - come ambra, alghe, cristalli, pigmenti provenienti da luoghi remoti - che non avrebbero mai potuto incontrarsi se non attraverso l'artista, che diventa quindi il loro punto di contatto e di reciproca trasformazione, richiamando i paradossi dell'entanglement quantistico.

Inside the Box di Leonardo Petrucci fonde il paradosso di Schrödinger con la Night Race, trasformando l'incertezza in una meditazione artistica sulla realtà.

20Hz di Semiconductor, lavorando con i dati raccolti dal sistema radio CARISMA e interpretati come audio, che successivamente producono forme tangibili e scultoree tramite tecniche di programmazione personalizzate, vuole sondare i limiti della nostra percezione e interrogare la nostra esperienza di tali fenomeni invisibili.

«Il progetto - spiega la curatrice Nadia Stefanel - non vuole semplicemente esporre opere d'arte, ma mira a dissolvere i confini tra discipline tradizionalmente separate e incoraggiare una consonanza tra approccio scientifico ed espressione artistica. L'Arte, in questo contesto, non è semplicemente una rappresentazione delle emozioni umane, ma diviene un mezzo potente per tradurre idee scientifiche complesse in forme visive ed esperienziali. Questo approccio non solo rende accessibili complicati temi scientifici, ma promuove anche un dialogo più profondo tra scienza ed esperienza umana, creando una piattaforma per la riflessione e l'ispirazione, invitandoci a riconsiderare il nostro ruolo nell'universo».


«Uno degli obiettivi della Fondazione Dino Zoli - dichiara Monica Zoli, vicepresidente Dino Zoli Group - è proporre iniziative che sappiano generare riflessioni su più livelli: personale, sociale e culturale. Con questa mostra, ispirata alla fisica quantistica - una delle conquiste più significative del pensiero scientifico - ci concentriamo su valori che toccano il senso dell'esistenza, interpretati attraverso i diversi linguaggi con cui ognuno di noi entra in risonanza. La meccanica quantistica, infatti, avvicina il pensiero razionale alle dimensioni più profonde e intuitive che l'Arte riesce a far vibrare. Durante il periodo espositivo, proporremo momenti di approfondimento e contaminazione con altri linguaggi per continuare a esplorare ciò che è oltre il visibile».


Quantum Art. Oltre il visibile non è solo una mostra, ma un viaggio nei misteri dell'universo, dove la matematica astratta diventa emozione, e dove il linguaggio della scienza trova il suo corrispettivo nella potenza immaginativa dell'arte.


Quantum Art. Oltre il visibile

A cura di Nadia Stefanel

Fondazione Dino Zoli, Forlì

8 novembre 2025 - 21 marzo 2026

Inaugurazione: sabato 8 novembre, ore 18.30


La Fondazione Dino Zoli è aperta al pubblico di venerdì, sabato e domenica con orario 9.30-12.30 e 16.30-19.30, chiuso 8, 24, 25, 26, 31 dicembre e 1° gennaio. Ingresso libero. 


Per informazioni: T. +39 0543 755770, info@fondazionedinozoli.com, www.fondazionedinozoli.com.




Evento segnalato da: CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia

martedì 4 novembre 2025

Rome Contemporary 2025

Nuovo appuntamento a novembre con Rome Contemporary 2025, mostra con cadenza mensile che esplora le sfide e le visioni del nostro tempo attraverso la creatività contemporanea. La mostra presenta una selezione di artisti internazionali le cui opere dialogano con tre temi cruciali che definiscono la nostra esistenza in un mondo in rapida evoluzione.

L'edizione di quest'anno, curata per stimolare la riflessione e l'esplorazione, si concentra sui seguenti filoni tematici:



Credit image:Ronja - 155x100 cm - Aquarell on Cotton by Christina Oberhäuser

Identities

Questa sezione esplora il complesso rapporto tra l’individuo, la società e le dinamiche delle città contemporanee. Attraverso le opere selezionate, si analizzeranno gli stili di vita e le molteplici forme dell’essere che si manifestano parallelamente alla nostra esistenza quotidiana. I comportamenti e le pratiche quotidiane emergono come specchio fedele delle città e delle società che abbiamo costruito e che, a loro volta, hanno plasmato un’identità personale. Questo inedito carattere urbano si configura come un nuovo ordine che influenza e modifica profondamente la nostra vita di ogni giorno. E’ un invito a riflettere sulla complessità dell'identità umana e sulla natura illusoria delle categorizzazioni culturali. In un mondo globalizzato, dove le interazioni tra individui di diverse provenienze sono sempre più frequenti, la ricerca di una definizione univoca di "identità culturale" si rivela un'impresa ardua e spesso fuorviante.

Nature Speaks è un'immersione profonda nel dialogo incessante tra l'uomo e il mondo naturale. Un'esplorazione sentita e potente di come la natura, nel suo essere più profondo, non sia un'entità silente, ma una voce vibrante e complessa che ci interpella costantemente.

Nel tempio del mondo, in ogni foglia che fruscia, in ogni onda che si infrange, in ogni raggio di luce che filtra tra gli alberi, vive un impulso incessante. Questo impulso infrange il silenzio delle cose con parole, gesti, colori e suoni che esprimono il mistero ineffabile dell'Essere. Gli artisti di questa sezione hanno saputo cogliere e amplificare queste "parole" della natura, trasformandole in espressioni visive e sensoriali che ci spingono a riconsiderare il nostro rapporto con l'ambiente che ci circonda.

Le opere si propongono di ridefinire la nostra percezione degli spazi naturali vitali, non solo come scenari da contemplare, ma come entità dinamiche e interconnesse, custodi di un'intelligenza profonda e di un'energia primordiale. Ogni opera è un invito a rallentare, ad ascoltare, a osservare con occhi nuovi le sfumature e i messaggi che la natura ci sussurra, ci grida o ci dipinge. Un viaggio che celebra la bellezza intrinseca del nostro pianeta e, al contempo, ci confronta con la fragilità e l'urgenza di proteggere questi spazi vitali. È un'occasione per riflettere sul nostro ruolo all'interno di questo grande ecosistema e per riscoprire l'armonia perduta con il ritmo della vita.


La sezioneFuture Spacesci guida attraverso una riflessione profonda sui nostri spazi naturali vitali, intesi non solo come l'ambiente che ci circonda ma anche come i paesaggi in continua evoluzione delle nostre menti.

In un'epoca di rapidi cambiamenti, è più che mai essenziale ridefinire la nostra connessione con il mondo naturale e con il nostro universo interiore. Future Spaces esplora le intricate relazioni tra questi due ambiti, invitandoci a considerare nuove prospettive su come percepiamo e interagiamo con il mondo.

Le opere si focalizzano su quelle emozioni fondamentali che ci spingono alla scoperta e alla comprensione: il desiderio di esplorare ciò che ci circonda, la curiosità che ci spinge oltre i confini del conosciuto, l'immaginazione che ci permette di costruire mondi e visioni inedite, e il confronto con "l'altro", sia esso la natura selvaggia o la diversità delle esperienze umane.

Opere che non sono altro che "geografie personali". Queste mappe interiori, uniche e in costante evoluzione, sono il punto di partenza per sviluppare un'idea collettiva e condivisa del futuro del nostro Mondo. Un invito a riflettere su come i nostri spazi interiori ed esteriori si influenzano reciprocamente, plasmando la nostra visione del futuro e il nostro impegno per un domani più armonioso.



Rossocinabro è entusiasta di offrire questa piattaforma a voci artistiche che stanno plasmando il panorama contemporaneo. L'esposizione di novembre sarà un'occasione unica per il pubblico romano e internazionale di immergersi in un dibattito critico e visivamente stimolante sui concetti di luogo, appartenenza e divenire.

Gli artisti in mostra, provenienti da Europa, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Indonesia, Corea del Sud, Medio Oriente, Australia, Cina, America Centrale e Meridionale, Canada e Arabia Saudita hanno scelto l'arte come mezzo privilegiato per esprimere la loro visione del mondo. Liberi dalle costrizioni di definizioni rigide, essi ci offrono un caleidoscopio di prospettive, attraverso le quali possiamo intravedere la ricchezza e la fluidità dell'esperienza umana.

Artisti: Elias Akleh,Joshua Baak, Giorgio Binda, DAXON (Dariusz Wnykowicz), Claudia Delgado Dupré,  Hakan Erkam (Ecoartisthakan), Teresa Yann Garofalo,  Jean-Marie Guyaux, Christian Kleiman, RebeccahKlodt, Junko Larossa Fiona Livingstone,  Nicole Martinelli, Sara McKenzie, Eve Méthot, María Muñoz Bascuñana (Yuugen), Christina Neukäufer, Christina Oberhäuser, TsuOuYang,Michael K. Owino, Leonor Ribeiro,  Isilda Rosado, Rosalorenza, Beate Rusch, Henriette Schlote,Tamara Sweere, Josefina Temin. Laura Tijsterman,Alida Velea.

https://rossocinabro.com/rome-contemporary-november-2025/

Rome Contemporary 2025

Edizione Novembre

10 – 30 Novembre, 2025

Rossocinabro

Via Raffaele Cadorna, 28

00187 Roma


A cura di Joe Hansen


Entrata libera


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lunedì 27 ottobre 2025

MARK FRANCIS. Sea of Sound

Sarà Mark Francis (Newtownards, Irlanda del Nord, 1962) a rappresentare la Repubblica di San Marino alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia. Curato da Luca Tommasi, il progetto Sea of Sound presenterà un nuovo corpus di opere dell'artista, da sempre interessato ad approfondire i rapporti fisici e poetici che intercorrono fra arte, suono e scienza.

Nel 2026, il Padiglione del Titano sarà ospitato in una nuova sede, collocata tra Arsenale e Giardini: Tana Art Space (Fondamenta de la Tana n. 2111), ex deposito di legna e carbone convertito all'arte e alla cultura.

Il Padiglione di San Marino è progettato e realizzato da FR Istituto d'Arte Contemporanea S.p.a., galleria d'arte sammarinese che fa capo a Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo e Alessandro Bianchini, con il supporto della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura e la supervisione di Valentina Garavini nel ruolo di commissario.


«Non appena è stato rivelato il tema della Biennale, In Minor Keys, di Koyo Kouoh e del suo team, la scelta di Mark Francis mi è apparsa immediatamente naturale e adeguata poiché in piena consonanza semantica e metaforica con le più recenti progettualità dell'artista nordirlandese denominate Soundscapes, Acoustic Ocean, Harmonic Field», dichiara il curatore Luca Tommasi. «In Minor Keys è un'espressione mutuata dalla musica che sta a significare una modalità di esecuzione in tono minore, e che mira ad estendere il concetto dal puro ambito musicale alla necessità per gli esseri umani di riconnettersi con le frequenze della propria anima, ad affinare e amplificare la capacità di ascolto dei sussurri e delle voci più flebili rispetto alla narrativa dominante, agendo come un diapason in grado di riportare equilibrio e armonia».

Mark Francis ha sviluppato sin dagli anni '90 un lavoro prevalentemente incentrato sulla pittura astratta. Un'esperienza sonora ed emotiva che si traduce in opere che evocano sensazioni uditive attraverso la rappresentazione visiva, in una dimensione sinestetica e plurisensoriale.

Il titolo Sea of Sound allude alla vastità di suoni e frequenze in cui siamo immersi e alla capacità di intercettarle, selezionarle e declinarle in esperienze personali, anche attraverso il filtro dell'emotività.

Il Padiglione si articolerà in due stanze: nella sala d'entrata una proiezione dal titolo Listening Field condurrà lo spettatore nel mondo delle immagini dell'artista; nella seconda sala una serrata selezione di dipinti inediti di grande formato, realizzati ad olio su tela o alluminio, consentirà allo spettatore di approfondire la sua ricerca.

«Pur essendo il mio lavoro di natura astratta, esso è concettualmente guidato da idee che traggono ispirazione dalla scienza, dal suono e dal colore. Invece di replicare queste idee, mi sono sempre concesso di perdermi nel processo creativo, dando vita a forme nuove e immaginate. La mia pratica si concentra principalmente sulla pittura, ma ho esplorato anche altri linguaggi, come la grafica d'arte e la scultura. Ora che sto ampliando la mia ricerca verso l'immagine in movimento, non vedo l'ora di condividere questa nuova direzione alla Biennale Arte 2026», dichiara l'artista Mark Francis.

Il logo del Padiglione trae origine da un dipinto, al quale sono sovrapposte le tre iconiche torri del Monte Titano, propagatrici di onde di libertà, indipendenza e creatività. Punti di ascolto privilegiato e rifugi acustici al di sopra di quel "mare dei suoni" evocato dall'artista.


Maggiori informazioni relative alla partecipazione nazionale sammarinese alla Biennale Arte 2026 sono disponibili all'indirizzo 

www.biennaleveneziasanmarino.com, Facebook @biennaleveneziasanmarino, Instagram @biennalevenezia_sanmarino. 

Hashtag ufficiali: #biennaleveneziasanmarino - #markfrancis - #seaofsound.


Mark Francis è un pittore nordirlandese che vive e lavora a Londra. Nato nel 1962 a Newtownards, nella contea di Down, ha conseguito una laurea in Belle Arti presso la St. Martin's School of Art tra il 1981 e il 1985, seguita da una specializzazione in Belle Arti presso la Chelsea School of Art nel 1986. Mark Francis ha sviluppato una vasta pratica prevalentemente incentrata sulla pittura astratta. Le sue influenze e i suoi interessi sono in continua evoluzione, focalizzando la propria indagine sul rapporto arte e scienza. Francis ha esposto in istituzioni e gallerie del Regno Unito e in tutto il mondo, tra cui alla Hugh Lane Municipal Gallery di Dublino, alla Milton Keynes Gallery, alla City Art Gallery di Manchester e alla Royal Academy nella celebre mostra di Saatchi, Sensation, nel 1997. Nel 2022 ha allestito la personale Re-Echo a Palazzo Collicola, una mostra curata da Marco Tonelli che ha rappresentato la sua prima esposizione personale in un museo pubblico italiano. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni, tra cui la Tate Gallery, l'IMMA Ireland e l'Arts Council England.


Luca Tommasi nasce a Monza nel 1972 e inizia il suo viaggio pluriventennale nel mondo dell'arte nel 2002 a Finarte Casa d'aste, diventandone prima banditore e poi direttore, maturando una profonda esperienza del mercato e della scena artistica. Dal 2008 al 2012 assume la curatela delle mostre della Galleria civica di Seregno e nel frattempo apre una propria galleria prima a Monza e poi a Milano. Ha operato come curatore di mostre in spazi sia pubblici che privati e come personaggio televisivo, dedicandosi principalmente alla promozione di artisti britannici e internazionali, contribuendo attivamente alla diffusione della loro conoscenza in Italia. Ha all'attivo 25 mostre curate presso istituzioni pubbliche in Italia e all'estero (tra cui New York, Dubai e Sofia) e altrettanti titoli in catalogo con primarie case editrici nazionali. Si è specializzato nella pittura inglese della fine del XX secolo e nel 2025 ha dato alle stampe il suo saggio Young British Artists: da Frieze a Sensation, edito da Silvana Editoriale.


FR Istituto d'Arte Contemporanea S.p.a. è una galleria d'arte moderna e contemporanea fondata nel 2006 a San Marino da Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo e Alessandro Bianchini. La scelta della sede è stata valutata in funzione della centralità dello Stato di San Marino rispetto al territorio nazionale Italiano, oltre che per la riconosciuta attenzione a qualsiasi forma di creatività, che in passato hanno attirato artisti e uomini illustri. L'attività si caratterizza sia per progetti di consulenza all'interno del mercato dell'arte italiana, sia per l'organizzazione di mostre dedicate ai principali artisti del Novecento storico italiano e del panorama internazionale. Tra le esposizioni: Essere, Adesso, personale di Anne Cecile Surga (Galleria d'Arte Luca Tommasi, Milano), Al di là della forma. Mostra sul novecento Storico Italiano (Palazzo Granieri della Roccia, Torino), La fine dell'avanguardia da De Chirico a Guttuso, a cura di Vittorio Sgarbi (Galleria d'Arte San Marino, Palazzo Arzilli), la personale di Pablo Atchugarry presso il Waterfront di Porto Cervo e Pablo Atchugarry e i principali Movimenti Artistici italiani del XX secolo (ex Chiesa della SS. Trinità, Cuorgnè). FR Istituto d'Arte Contemporanea S.p.a. si conferma nel ruolo di organizzatore del Padiglione di San Marino alla Biennale Arte 2026 dopo i positivi riscontri ottenuti in occasione della 60. Esposizione Internazionale d'Arte (Nomader, mostra personale di Eddie Martinez a cura di Alison Gingeras), della 59. Esposizione Internazionale d'Arte (Postumano Metamorfico, Palazzo Donà Dalle Rose, 2022) e della 18. Mostra Internazionale di Architettura (Ospite Ospitante, La Fucina del Futuro, 2023).



Evento segnalato da : 

CSArt di Chiara Serri, Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia


giovedì 16 ottobre 2025

Stato di confronto

archilabmilano e RIBOT gallery presentano Stato di confronto, una mostra di Stefano Comensoli_Nicolò Colciago appositamente pensata per gli spazi di via Sacchi 4 a Milano.

Cornice del progetto espositivo è il cantiere di un appartamento in corso di ristrutturazione affidato allo studio archilabmilano. L’idea di utilizzare una simile ambientazione come spazio espositivo nasce dal desiderio di far dialogare due processi — quello architettonico e quello artistico — che condividono una radice comune ma si sviluppano secondo logiche differenti.

La mostra propone una riflessione attorno all’idea di cantiere inteso come campo fisico e metaforico, come luogo capace di ospitare simultaneamente immagini del tempo e della memoria, ma anche come dimensione che stimola nuove visioni sull’architettura. Il cantiere è simbolo della transitorietà di tutte le cose. È una dimensione fragile. Il cantiere scompare e non lascia traccia. In chiave romantica potrebbe rappresentare la rovina intesa come mappatura del futuro attraverso l’immagine del passato. La sua natura provvisoria assume un significato preciso proprio perché non ha ancora acquisito una forma definitiva: è un momento che non necessariamente deve farci interrogare sulla futura funzione dello spazio o sul destino che inevitabilmente lo porterà a diventare nuovamente una rovina o ancora un cantiere.

Secondo l'artista Robert Smithson “un edificio in costruzione non è esattamente un edificio in procinto di diventare una rovina, ma una rovina al contrario”. Questa teoria inverte la temporalità propria della concezione romantica e si concentra sull’incompiutezza come processo che caratterizza l’opera nella sua fase originaria. Non oppone distruzione e costruzione, ma si sofferma sull’istante in cui entrambe le componenti coesistono. In gergo tecnico, questo momento è definito “stato di confronto”.

A partire da questi presupposti, le opere di SC_NC presentate in mostra attivano un dialogo critico sia con il contesto, sia con i processi metaforici e temporali che lo attraversano, tramite lavori realizzati con il recupero di materiali provenienti da rovine contemporanee. L’indagine sull’origine è ben espressa nella serie Visioni di un oltre. Le opere sono porzioni di pavimenti in linoleum prelevati da edifici in stato di abbandono accuratamente trattati, intagliati e fissati su appositi supporti verticali. Il fronte dell’opera visibile al pubblico non è costituito da quella che era la parte calpestabile del pavimento ma dal suo rovescio, composto da residui di cemento e di colla al tempo utili all’applicazione del linoleum a terra. L’atto della posa avvenuto in fase di cantiere ci riporta idealmente all’origine di questi edifici e si riconnette all’azione di una gestualità anonima avvenuta in quell’istante. Lo stato di rovina dei luoghi è invece riletto nella serie Fiori fuori posto, esposta al secondo piano. In questi lavori l’intervento dell’incisione laser su fotografie scattate in scenari differenti e su elementi ritrovati disarticola la percezione, smonta l’ordine spaziale e temporale e sottrae la nuova rappresentazione dall’originario contesto di riferimento. Un contesto che trova la sua unica e completa forma di visibilità nel video Space in Mirror Is Closer Than It Appears (episode 03) in cui attraverso un’azione di cura all’interno di un luogo abbandonato gli artisti realizzano un’installazione soggetta ai mutamenti e alla sorte del luogo stesso.

Il lessico del cantiere, inteso come luogo del manifestarsi di infinite possibilità è richiamato anche nell’allestimento. Se da un lato la disposizione di alcune sculture in spazi raccolti richiama l’intimità di un ornamento domestico, dall’altro, il distacco di certe opere dalla parete suggerisce le molteplici traiettorie della costruzione e della distruzione sospese in un unico istante.



STEFANO COMENSOLI_NICOLÒ COLCIAGO

Stato di confronto

a cura di Stefano Setti e Maria Villa

Inaugurazione giovedì 16 ottobre dalle ore 18.00

Saranno presenti gli artisti.

16-19 ottobre 2025

Via Sacchi 4 – Milano

Progetto promosso da archilabmilano e RIBOT gallery


Orari di visita:

ven 17  - sab 18 - dom 19 ottobre su appuntamento

T. +39 3470509323 | T. +39 3485107480


Informazioni 

Ufficio stampa: ddl |arts|  

Elisa Fusi | elisa.fusi@ddlstudio.net | +39 3478086566

Flaminia Severini | flaminia.severini@ddlstudio.net | +39 3933343937

Sponsor tecnico: ALTEA COSTRUZIONI SRL

Sostenitori:  Luxury House One / Fata Collection

martedì 7 ottobre 2025

Bologna Jazz Festival 2025

Giovedì 9 ottobre 2025, alle ore 18, il WP Store di Bologna ospiterà l’aperitivo inaugurale di Bologna Jazz Festival 2025, con la presentazione della capsule collection WP x Bologna Jazz Festival, creata appositamente per celebrare questa edizione, che si svolgerà dal 9 ottobre al 16 novembre con oltre 80 tra eventi e concerti. Ad accompagnare la serata sarà la performance di Matteo Scaioli con il suo progetto musicale La Màquina Parlante.

 Un'illustrazione di Paolo Bacilieri per Bologna Jazz Festival

In occasione di questa edizione del Bologna Jazz Festival, WP Store presenta una capsule collection esclusiva che celebra l'incontro tra moda, illustrazione e musica jazz. Un progetto speciale che affonda le sue radici nella storia del marchio e nel suo profondo legame con l’arte e la cultura musicale. La collezione comprende una selezione di capi e accessori: overshirt francesi vintage, cappellini, felpe, t-shirt – tutti personalizzati con stampe, ricami, patch e pins ispirati alle illustrazioni create negli anni per il Bologna Jazz Festival da alcuni dei più importanti autori del panorama artistico e fumettistico italiano: una collezione unica, che non solo veste ma racconta.

A firmare l'identità visiva della collezione sono nomi come Altan, Paolo Bacilieri, Alessandro Baronciani, Francesca Ghermandi, Lorenzo Mattotti, José Muñoz — autori che con i loro tratti inconfondibili hanno rappresentato le edizioni passate del festival, restituendo lo spirito libero e sfaccettato del jazz. Per il 2025, l’illustratrice scelta è Sarah Mazzetti, le cui opere – realizzate grazie alla collaborazione tra il Bologna Jazz Festival e l’associazione Hamelin – caratterizzeranno sia i capi della capsule collection che tutti i materiali di comunicazione del festival, oltre a essere protagoniste delle bacheche storiche di CHEAP on Board e dell’Autobus del Jazz, che attraverserà le strade della città.

L’evento sarà accompagnato da La Màquina Parlante, un progetto musicale ideato da Matteo Scaioli, che fonde la tecnologia più avanzata con strumenti del passato, tra cui diversi modelli di grammofono a manovella. Musicista eclettico, compositore e produttore, Matteo Scaioli crea un’atmosfera unica per una live experience memorabile, capace di trasportare il pubblico in un viaggio attraverso la storia della musica. In questo percorso, tradizione e innovazione si intersecano, creando un sound inedito e originale. Il tutto è arricchito da un approfondito lavoro di ricerca e recupero, culminato in una straordinaria collezione di centinaia di dischi fonografici a 78 giri provenienti da ogni angolo del mondo, molti dei quali autentiche rarità.

La collaborazione tra WP e il Bologna Jazz Festival si inserisce in un percorso iniziato decenni fa. Negli anni ’90, WP ha sostenuto numerosi eventi musicali, entrando in contatto con vere e proprie leggende del jazz come Chet Baker, Sonny Rollins, Gerry Mulligan, Max Roach, J.J. Johnson, Michel Petrucciani, Joe Lovano, McCoy Tyner e The Modern Jazz Quartet fino ad arrivare a un momento memorabile: una vera e propria jam session all’interno del WP Store di Bologna, con protagonista il grandissimo Christian McBride. Di quel periodo restano testimonianze preziose — strumenti firmati dagli artisti stessi — che oggi in occasione dell’evento trovano nuova luce nelle vetrine del WP Store.

Ma il legame tra WP e il mondo dell’arte non si ferma alla musica. Il marchio ha scelto da sempre di raccontarsi attraverso un linguaggio visivo originale, sperimentando nuove forme di narrazione: a partire dalla collaborazione con collettivi di fumettisti e grafici, che per anni hanno illustrato i cataloghi del brand in forma di fumetto d’autore, fino all’esplorazione del mondo della fotografia. Tra i fotografi con cui WP ha collaborato figurano nomi come Larry Fink, Douglas Kirkland, Masao Yamamoto, Tiina Itkonen, Bill Owens, Broomberg & Chanarin, Paolo Ventura e molti altri. A queste collaborazioni si affianca un dialogo continuo con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, nato grazie alla collaborazione con l’artista Luca Caccioni.

La capsule collection WP non è solo un omaggio alla musica jazz, ma una vera narrazione visiva e culturale. È l’espressione di un’identità che ha fatto dell’ibridazione tra linguaggi il suo punto di forza, mantenendo sempre viva la connessione tra passato e presente, suono e immagine, ricerca e stile.


WP Store fa parte di WP Lavori in Corso, gruppo internazionale fondato nel 1982 da Cristina Calori, la cui mission consiste nella ricerca, distribuzione e licenza dei migliori brand originali provenienti da tutto il mondo, assicurandone il miglior posizionamento. Il portafoglio WP comprende i seguenti brand: Barbour, Baracuta, Blundstone, Filson, Spiewak, B.D. Baggies e Avon Celli. Ancora oggi WP ricerca e sviluppa brand storici restando fedele al suo codice genetico e ai criteri che avevano mosso la ricerca al principio elaborando le idee e le energie per la moda del futuro. Fin dall’inizio, WP ha affiancato al lavoro commerciale una forte vocazione culturale, costruendo un dialogo autentico con arte, musica, fotografia, fumetto e teatro. Sin dalla sua nascita, WP Store ha avuto un rapporto di assoluta sintonia con le diverse espressioni dell'arte ospitando mostre e installazioni di artisti del calibro di Nan Goldin, David LaChapelle, Pierre et Gilles, Marcello Jori, Patrick Tuttofuoco, e collaborando con fotografi internazionali come Larry Fink, Douglas Kirkland, Masao Yamamoto, Tiina Itkonen, Bill Owens, Broomberg & Chanarin.


WP Store - via Clavature 4, Bologna

9 ottobre, h 18 | Ingresso libero


Ufficio stampa

Irene Guzman

Email / irenegzm@gmail.com

Telefono / +393491250956

mercoledì 1 ottobre 2025

Della carne e dell’anima


“Della carne e dell’anima. Dipinti di: Anna Coletti - Luciano Cristofori - Dania Fazion - Daniela Gaioni - Emanuela Meli - Ines Moratello - Paola Padovani - Lorenza Pellini - Bruno Perdonà - Chiara Perolo - Silvia Zadro” è la mostra che la Galleria Arianna Sartori inaugurerà Sabato 4 ottobre alle ore 17.00 alla presenza degli Artisti nelle due sale di via Ippolito Nievo 10 e via Cappello 17 a Mantova.

L’esposizione, curata da Arianna Sartori, resterà aperta al pubblico fino al 16 ottobre con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso.

Colori, forme e composizioni che creano una dialettica pittorica che si inserisce tra realismo e fantasia, tra luci ed ombre, volta a rappresentare armoniosamente le tonalità dell’esperienza umana”.


Un particolare ringraziamento all'Accademia Cignaroli di Verona e al Maestro Nicola Nannini.


Informazioni: Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.eu

ARIANNA SARTORI

ARTE & OBJECT DESIGN

Mantova - Via Ippolito Nievo, 10 / Via Cappello, 17

Tel. 0376 324260


https://www.archiviosartori.it/

https://dizionariodartesartori.it/

giovedì 25 settembre 2025

Interferenze e intrecci tra parole e immagini

La Collezione Bongiani Art Museum di Salerno è lieta di presentare in occasione della Giornata del Contemporaneo l’Antologica dedicata all’artista torinese Carla Bertola, dal titolo: “Interferenze e intrecci tra parole e immagini”. Un evento a cura di Sandro Bongiani con la presentazione critica di Giorgio Moio


Sembra già un decennio da quando Carla Bertola è passata nel 2023 a miglior vita, vista la tendenza di collocarla nell’oblio, sospinta da un silenzio “precoce” e incomprensibile nonostante l’importante  attività ultra sessantennale svolta da questa interessante artista torinese.  Artista visuale, scrittrice, poeta verbovisuale-sonora e performer, ha vissuto a Torino dove è nata nel 1935, partecipando assiduamente  alle attività culturali  internazionali dagli anni ’70. Ha esposto e realizzato installazioni in molti spazi e partecipato attivamente a numerose rassegne di poesia sonora e performativa in  varie città italiane ed estere. Alla base del suo lavoro “permane la scrittura; una scrittura lineare e ermetica iniziata negli anni sessanta con un’evoluzione costante e doverosa alla fine degli anni ’70 incontrando la poesia visuale e poco dopo la poesia sonora che non ha più abbandonato. I suoi lavori visuali non potevano prescindere dalla parola sul quale non cessò mai di lavorare e sperimentare con lettere, ritagli di giornale, fili di lana colorati, linee, segni fino all’aggiunta di materiali più disparati: stoffa cucita, pellicole di alluminio fino a realizzare meravigliosi libri d’artista. Per non parlare poi di grafemi incomprensibili racchiusi tra fili di lana, sovente cuciti, a formare figure geometriche che Bertola ha chiamato Filograffiti, annunciando l’approdo, sul tramonto degli ultimi anni, anche a un accenno di scrittura asemica. La poesia visuale e ironica di Bertola -scrive Giorgio Moio- che possiamo definire un’interferenza tra la parola, segno e immagine, si compone per accumulo, associazione di vocaboli, dissociazioni, una fonetica del significante che troviamo anche nella sua poesia sonora e che viviseziona parole e segni con il ritmo e il suono creando la cosiddetta “parola che si vede”. Ovviamente a monte di tutto questo vi erano le frequentazioni con coloro che in quel periodo già operavano nel campo della poesia visiva (Arrigo Lora Totino ad esempio abitava vicino a noi, gli incontri e le partecipazioni a pubblicazioni che si occupavano sia di scrittura che di visuale in Italia e all’estero.

In questa prima mostra antologica che la Collezione Bongiani Art Museum di Salerno ha voluto dedicare a Carla Bertola viene presentata una prima completa panoramica del lavoro svolto nel tempo che ora attende, a distanza di due anni dalla scomparsa, uno studio critico accurato e una doverosa e degna attenzione da parte della critica e delle istituzioni.

Si ringrazia l’Archivio personale di Carla Bertola e Alberto Vitacchio di Torino per aver permesso la realizzazione di questa  importante antologica che riassume con 71 opere  oltre sessanta anni di assiduo lavoro.  (1970-2023).

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/


Collezione Bongiani Art Museum

Opening:  giovedì  2 ottobre 2025  h. 18:00

EVENTO:  dal 2 ottobre  al 30 dicembre  2025 

TITOLO: Antologica di Carla Bertola, “Interferenze e intrecci tra parole e immagini”

LUOGO: Salerno (Italy).  

CURATORI:  Sandro  Bongiani

TESTO CRITICO: Giorgio Moio 

INDIRIZZO: Via S. Calenda 105/D – Salerno


ORARI:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com 


SITO UFFICIALE: https://www.collezionebongianiartmuseum.it/   

domenica 7 settembre 2025

Passaggi Mario Giacomelli Simone Massi

In occasione del centenario della nascita del Maestro della fotografia del Novecento Mario Giacomelli, il Premio nazionale Gentile da Fabriano e l’Associazione Gentile Premio presentano a Zona Conce a Fabriano fino al 19 ottobre 2025 la mostra Passaggi Mario Giacomelli Simone Massi curata da Gianluigi Colin e Galliano Crinella: un inedito confronto tra il celebre fotografo e Simone Massi illustratore, autore, regista e maestro dell’animazione, entrambi marchigiani. Due linguaggi, lontani cronologicamente ma estremamente connessi nella rappresentazione della realtà, che svelano affinità elettive


Passaggi

Mario Giacomelli Simone Massi

a cura di Gianluigi Colin e Galliano Crinella

Fino al 19 ottobre 2025

Zona Conce, Fabriano (AN)